RISERVE URBANE_arte pubblica e rigenerazione

Gli spazi vuoti possono essere intesi come riserve urbane per la sperimentazione di sogni collettivi. Isabella Inti

riserve ci rimanda alla riserva naturale ovvero ad uno spazio sottratto all’azione umana; ma per estensione, nell’accezione di terzo paesaggio proposta dal paesaggista Gilles Clément, anche al residuo – sia rurale che urbano – , luogo della diversità e dell’indecisione.
riserve ci ricorda il luogo dove si mette da parte il cibo in caso di bisogno o necessità, la possibilità di far fronte ad una sovrapproduzione, la capacità di adottare una strategia per evitare lo scarto e il rifiuto promuovendo invece il recupero e il riutilizzo.

Riserve urbane si propone di utilizzare il linguaggio poetico dell’arte relazionale e pubblica (audience e site specific) per intraprendere un percorso di condivisione e rigenerazione sulle possibili transizioni per le aree rurali, sviluppando il senso di responsabilità sulle forme della natura e sulle conseguenze delle attività antropiche.
Obiettivo del progetto è quello di attivare la partecipazione, coltivare le relazioni, creare una comunità di cura e di pratiche, sperimentare sogni collettivi.
L’intervento negli spazi dell’ex scuola dell’infanzia nella frazione rurale di Vallonara vuole creare nuove sinergie tra le realtà che già operano all’interno dell’edificio (in primis la scuola primaria con il servizio mensa e il Centro di aggregazione giovanile) puntando poi ad un riuso degli spazi vuoti e sottoutilizzati che vada a connotare l’intera struttura come un osservatorio, o meglio una nuova finestra di navigazione, sulle trasformazioni del paesaggio, sulla sostenibilità ambientale e sulle culture del cibo.

Rispetto al non facile contesto che accomuna tanta parte dell’Italia interna, il nostro approccio – mutuato da John Forester – non è tanto quello di chiederci “qual è il problema?’” ma piuttosto “qual è la storia?”, perché solo così potremo scoprire qual è per davvero il problema.
Il progetto artistico si struttura come appuntamento annuale che si sviluppa in tre fasi principali:
1. un bando di selezione per gli artisti;
2. un laboratorio di cittadinanza attiva (seminario + workshop) per la costruzione dal basso di una mostra di arte contemporanea, o meglio di un percorso artistico diffuso nel territorio;
3. l’attivazione di una residenza rivolta ad artisti e curatori.

Il linguaggio poetico dell’arte per mettere in dialogo territori e comunità, cibo e paesaggi

Il progetto in un tweet
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