Quindici professionisti under 35 con progetti che vanno dalle arti visive alla pedagogia, dall’editoria all’artigianato, dallo sviluppo informatico all’illustrazione intendono avviare atelier, showroom e studi professionali in spazi commerciali in disuso della città con lo scopo di rigenerare queste aree sotto un profilo economico e sociale, rivivendo gli stabili attraverso l’apertura di imprese artistico culturali e organizzando workshop aperti alla cittadinanza. Rio nasce dall’esigenza di rivitalizzare il tessuto economico e sociale nella zona di Mestre colmando il vuoto costruito dai numerosi locali sfitti presenti e, parallelamente, valorizzando giovani imprese artistico culturali, che con i loro progetti intendono contribuire all’accrescimento del capitale sociale. La città di Mestre sta divenendo sempre più crocevia di interessi differenti che, in alcune aree particolarmente critiche, generano situazioni di conflitto, determinando sia una frammentarietà della comunità locale che una percezione negativa del tessuto urbano. Gli spazi commerciali, un tempo motore dell’economia di quartiere e occasione di socialità, svuotandosi o trasformando la loro natura, rappresentano oggigiorno quegli spazi che richiedono un ripensamento in chiave di riqualificazione urbana, di sviluppo economico e di socialità, in modo per certi versi simile a quanto avviene per i progetti di riqualificazione dei grandi complessi di archeologia industriale dismessi, con l’aggiunta della complessità urbana e sociale nella quale gli spazi commerciali sono situati. Nel ripensare agli spazi commerciali svuotati del loro significato originale, un’attenzione particolare va rivolta alle attività culturali e creative. L’economia creativa, settore in continua crescita finalizzato alla produzione e distribuzione di beni e servizi che utilizzano la creatività e il capitale intellettuale come input principale, ha infatti il potenziale di generare reddito e lavoro, promuovendo l’inclusione sociale, la diversità culturale, e lo sviluppo umano (UNCTAD). Agevolare tale tipologia di attività permette uno sviluppo locale di lungo periodo, sostenibile economicamente e socialmente inclusivo, creando un circolo virtuoso stimolato dalla interconnessione spaziale di diverse attività creative.
“Al centro di Fedona, metropoli di pietra grigia, sta un palazzo di metallo con una sfera di vetro in ogni stanza. (…) Sono le forme che la città avrebbe potuto prendere se (…)” I. Calvino Le città invisibili

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