Con questo progetto, “CooperAttivaMente”, in collaborazione con il Comune di Oliena, intende rivitalizzare gli spazi che ospitavano il “Museo del fazzoletto”, attualmente inattivo, e riaprirlo al pubblico con una gestione del tutto nuova. L’idea di fondo, non è solo quella di occupare un edificio ormai dismesso, ma quella di creare uno spazio culturale “CreAttivo”. Il progetto intende coinvolgere e impiegare nella gestione concreta del Museo, giovani con disabilità alla fine del proprio percorso scolastico-formativo, ed anziani artigiani, in particolare coloro che praticavano gli antichi mestieri (artigiani del cuoio, ricamatrici, maestri orafi). Il macro-obiettivo è quello di promuovere l’integrazione, l’inclusione sociale e lo scambio culturale di due diverse generazioni messe a confronto. Il progetto prevede l’attivazione di laboratori che vedranno coinvolti gli anziani artigiani del cuoio e della pelle, le famose ricamatrici del fazzoletto Olianese, i maestri orafi dei preziosi gioielli del costume, chiamati a mettere a disposizione la propria conoscenza e le proprie abilità ai giovani con disabilità, che intraprenderanno inizialmente un percorso formativo, e che in seguito diventerà un percorso lavorativo, che li inserirà nel mercato del lavoro. Infatti, da questo laboratorio, nascerà una vera e propria attività lavorativa, importante occasione di indipendenza personale ed economica dalle famiglie di provenienza. Quest’idea è nata in seguito ad un’attenta riflessione sulle potenzialità del nostro paese: Oliena vanta non solo una tradizione forte e sentita, ma la presenza di artigiani che con abilità, hanno introdotto le loro creazioni nel mercato sardo, ma anche nel panorama nazionale (si pensi ai famosi scialli, alle scarpe in cuoio, ai gioielli di filigrana). Queste nuove attività sono state di impulso per l’economia locale e un forte richiamo per la creazione di un turismo culturale. Considerati questi importanti aspetti, si è pensato di dar vita a questo progetto; da un lato promuove la conservazione della cultura e della tradizione, e dall’altro è un’occasione lavorativa e di crescita per le persone che fan parte delle categorie protette. Infine, rappresenterebbe anche un cambiamento significativo nella concezione di “museo accessibile”: non solo luoghi e strutture senza barriere architettoniche, ma spazi di condivisione e di ascolto, in cui le persone con disabilità saranno padrone di uno spazio interamente pensato con loro e per loro.

Ideiamo un museo CreAttivo. La tradizione è memoria, la memoria è il futuro. #culturability3 ric@mo… il mio futuro; @RicamiamoIlFut1

Il progetto in un tweet
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