Il nostro progetto muove da due considerazioni:
1) le relazioni reali tra le persone si stanno sfilacciando, lasciando gli individui socialmente più deboli sostanzialmente soli davanti alle difficoltà emergenti da una durezza del vivere di nuovo tipo.
2) i saperi, i sentimenti, le emozioni che hanno per secoli caratterizzato la vita dell’uomo e oggi ritenuti non più funzionali per qualche processo economico sono dismessi, accantonati, dimenticati, impoverendo spiritualmente persone già impoverite economicamente da questa crisi che sembra non finire mai.
Ci proponiamo allora l’obiettivo di costruire un Orto Urbano Sociale, un luogo di incontro tra: i saperi e le storie degli anziani; le attività di didattica all’aperto dei bambini delle scuole primarie; la riscoperta della bellezza dello stare insieme, tra persone, nella realtà e non sui social; l’empatia e le emozioni dei diversamente abili, che hanno la capacità di trasmettere, con la loro angelica soavità, il valore delle piccole cose attraverso l’intelligenza emotiva ed il fare con lentezza ma con intensità.
Il titolo, “L’ Orto dei semplici”, con il doppio significato del termine che indica sia le erbe officinali, ingredienti delle cucine medioevali e dei laboratori di erboristica, sia le persone che hanno deposto la corazza della diffidenza e della solitudine e si aprono agli altri con rinnovata fiducia, sintetizza la valenza del progetto.
Con la dotazione di attrezzature previste, le attività che si intendono realizzare sono moltissime, anche sfruttando la posizione di crocevia tra il vicino mare e i Monti Sibillini:
Coltivazioni di erbe officinali e di antiche varietà di orticole;
Orto didattico per le scuole e punto di incontro di socializzazione, empatia e attività culturali;
Attività ludiche e sportive non agonistiche;
Punto di partenza per turismo escursionistico e luogo ove tenere corsi di orticoltura, di erboristeria e di eno-gastronomia anche in collegamento con agriturismi ed aziende agricole del territorio.
La presenza di uno Chef Stellato nel Team proponente fa sì che la cucina al più alto livello reincontri il piccolo orto, illumini con la propria aura, nel senso di Walter Benjamin, i tanti semplici prodotti della terra dimenticati eppure ricchi di storia sociale e di proprietà, buoni da pensare, buoni da mangiare. Opportunamente valorizzata questa potenzialità è un innovativo elemento di marketing territoriale, come studi dell’Università di Parma hanno recentemente dimostrato.

L’area scartata dai costruttori è divenuta un angolo per i semplici della terra: fiori erbe e persone insieme per fare cose umili e sublimi

Il progetto in un tweet
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