La voce di Youssef. Archivio digitale di racconti a cielo aperto.

La voce di Youssef è un progetto culturale e, allo stesso tempo, di inclusione sociale che desidera sviluppare nella città di Lucera un ambiente aperto, creativo, inclusivo e collaborativo, sia fisico che digitale, con la finalità di stimolare processi culturali innovativi. Attraverso la rivalutazione di piazza San Giacomo, piazza cittadina restaurata ma mai valorizzata, il progetto mira a creare un punto di raccordo, coesione ed aggregazione delle varie forme e presenze culturali del territorio, che di questo costituiscono patrimonio tangibile e intangibile: le voci delle città e degli abitanti storici del quartiere, depositari di storie e tradizioni, e le voci dei migranti, nuovi residenti fantasma. Esperienze, contaminazioni, sperimentazioni, diversità, bisogni: nuove identità costruiscono nel racconto di sé un archivio digitale che diventa memoria per il territorio e il suo tessuto sociale. Il progetto si propone di raccogliere le voci della strada, a cielo aperto, in piazza, restituendo a questa stessa la sua antica funzione aggregativa di spazio di incontro e di scambio di esperienze e culture, oltre che di dibattito. Nella piazza, poi, si vuole portare un nuovo pubblico: quello ‘off’, al di fuori dei circuiti ufficiali, a cui proporre nuove occasioni di educazione culturale. La voce di Youssef vuole portare l’arte nella periferia – per ampliarne la fruizione culturale e favorire inclusione sociale ed educazione alla cittadinanza – e portare nell’arte la periferia intesa come possibile nuovo fermento culturale ed espressivo. Il progetto si svilupperà su tre fasi per una durata di 24 mesi. Il primo momento avrà al centro il ritorno al racconto orale: a cielo aperto, in piazza, con il supporto di mediatori culturali, si raccoglieranno le storie che abitano il territorio. Lo step successivo sarà quello di produzione: di pensiero, cultura, arte. Le voci raccolte, divengono memoria in un archivio digitale. Parallelamente si lavorerà con i partners perché il tutto divenga stimolo culturale e le marginalità trovino nuova espressione in forme artistiche condivise. Il terzo momento, infine, sarà quello della fruizione: nella piazza si potrà accendere all’archivio digitale-“Casa-Museo delle voci dei passanti e dei viaggiatori”, verranno allestite mostre e installazioni artistiche, organizzate performance teatrali e coreutiche, ma anche attività aggregative come cene interetniche, forum pubblici, dibattiti, lezioni informali e laboratori di antichi mestieri.

LaVoceDiYoussef. Raccolta di storie migranti: dalla marginalità alla cooperazione attraverso le arti. #culturability3 bit.ly/25IQDGR

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