Homo Faber Quisque Culturae Suae – Per una Primavera Urbana

La cultura può essere intesa come un insieme di processi di co-costruzione intersoggettiva attraverso cui poniamo in essere la realtà e la nostra esperienza di essa, posizionandoci socialmente all’interno di dinamiche di potere (I.Quaranta, antropologo). Crediamo che l’unico modo per avviare significativi processi di cambiamento socio-culturale sia essere consapevoli del fatto che la cultura è qualcosa che facciamo ogni giorno con le nostre mani, con le nostre pratiche. Per questo abbiamo deciso di essere artefici, fabbricatori delle culture che vogliamo per noi, per il nostro quartiere, la nostra città e per il futuro del pianeta: cultura dell’accoglienza, dell’ascolto, della contaminazione, della cooperazione, dell’arte, delle energie pulite, del riciclo, della salute, delle nuove tecnologie applicate alla conoscenza, e del bello.
Il nostro progetto prevede la costruzione di una fabbrica di risciò a pedalata assistita con applicativo digitale e possibilità di trasporto disabili, progettati e prototipati dall’associazione Primavera Urbana, costituenda cooperativa-impresa sociale (progetto Fabbrica Bologna), in uno stabile in disuso di proprietà del Comune, che sarà anche un laboratorio sociale e culturale aperto al pubblico e fortemente integrato con le attività artistiche e culturali del quartiere San Donato e dei quartieri limitrofi.
Lo scopo primario sarà fornire a persone socialmente svantaggiate, in primis profughi e rifugiati e alle loro famiglie, non solo un’opportunità di lavoro, ma anche di costruzione di una rete di relazioni socio-culturali significative che li rendano protagonisti, insieme a delle associazioni di promozione culturale che da anni lavorano a Bologna, della creazione di uno spazio che rappresenterà il simbolo performativo di una nuova primavera urbana.
Mentre l’associazione Primavera Urbana si occuperà del progetto di costruzione della cooperativa di produzione di risciò e risciò cargo, cooperativa che gestirà e implementerà anche i servizi turistici ecologici ad alto contenuto culturale e digitale già attivi nel centro storico di Bologna (Bi-bo Tour www.bo-bo.it), l’associazione no profit Fucine Vulcaniche si occuperà della realizzazione negli stessi locali di laboratori di riuso creativo, falegnameria, ciclofficina, danza, tessuti aerei, teatro e arti ludiche (giocoleria, clownerie ecc.), coinvolgendo sia gli abitanti del quartiere sia le famiglie dei lavoratori della cooperativa.

Che fanno un meccanico rifugiato, una danzatrice, un giocoliere e un turista disabile su un risciò? #culturability http://bit.ly/1V55Tdz

Il progetto in un tweet
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