Il progetto Dinamo nasce dall’aggregazione intorno ad un bisogno comune di alcune diverse realtà culturali del territorio biellese. Di natura informale, questi ‘gruppi di lavoro’ attivi nella produzione culturale in ambiti diversi e spesso contigui (musica dal vivo, musica elettronica, street art, danza contemporanea, teatro), hanno deciso di condividere un progetto per la costituzione di un luogo che, a tutti gli effetti, possa essere definito ‘casa’. Da tempo infatti manca nel territorio di riferimento un luogo di aggregazione a bassa soglia di accesso che abbia come obiettivo la fruizione culturale e la condivisione di esperienze nell’ambito delle arti performative e delle nuove tecnologie ad esse applicate. Un luogo dove poter sperimentare la contaminazione dei generi, dove poter azzardare proposte e dove poter fruire di esperienze di formazione ‘peer to peer’. Un contesto che sia al contempo da abitare, con attività pomeridiane aggregative rivolte alle giovani generazioni e con proposte culturali rivolte a tutta la cittadinanza, facendosi portatore di contenuti che superino i meccanismi dell’omologazione e del consumo cui questo gruppo di lavoro è stato costretto ad assistere molte volte nel contesto locale.
Da questi gruppi di lavoro è nata l’associazione Better Places che, per rispondere a questo bisogno dei propri membri e di larghe parti della cittadinanza, ha avviato un dialogo con Cittadellarte – Fondazione Pistoletto per la gestione (rivolta alle attività di cui sopra) di uno spazio ex industriale, parte del nucleo originario dell’edificio che ospita la Fondazione stessa, in cui agire una serie di interventi strutturali e culturali che possano rendere idoneo il luogo alle azioni desiderate.
Questo luogo, in ragione della presenza nell’area dell’intervento di un’antica centrale energetica ad acqua (l’intero edificio era una manifattura laniera in riva al fiume Cervo), è stato ribattezzato “Dinamo”, uno spazio pensato cioè per alimentare il fabbisogno energetico di cultura della città che lo ospita. Un focolare di cui avere cura attraverso una serie di azioni che costruiscano un dialogo generativo tra le generazioni.
Questa è forse l’azione che sta più a cuore ai ‘soci fondatori’: un collettivo di quasi trenta persone comprese in una fascia d’età tra i 16 e i 45 anni.

#quicivuoledinamo, una casa della cultura con la soglia più bassa che c’è #culturability3 #betterplaces #transizione @casa_dinamo

Il progetto in un tweet
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