Cubo³ (Cubo al cubo)

Il progetto nasce all’interno di un quartiere in cui la strada è strumento per il malaffare e si propone di operare sulla totalità dell’ambiente materiale ed immateriale circostante,non limitandosi a gestire il chiuso di un palazzo ma,anzi,attraverso la creazione di un oggetto simbolico estrinseco.L’utenza esterna non potrà prescindere da esso e far finta che non esista,ma rimarrà attratta da una produttività trasparente che per troppo tempo è mancata a questi luoghi.Il progetto denominato “Cubo³”(cubo al cubo),ubicato in un’area che ha subìto il passaggio da luogo artigianale ad area dismessa,prevede la realizzazione di una struttura di forma cubica,costruita in ferro,legno e vetro,dalle dimensioni di 3 metri per lato,collocata sulla via Carro,all’interno dell’antico quartiere di San Berillo a Catania.I materiali scelti sono esplicazione simbolica del forte impatto che la strategia di azione intende avere sui luoghi.Il legno, materiale autoreferenziale,deriva dall’albero che rappresenta la ciclicità della vita,ed è l’uomo che tagliandolo per ricavarne ceppi e assi interrompe un ciclo vitale.Allo stesso modo noi,collocando la struttura cubica e lo svolgimento delle attività promosse,ci prefiggiamo l’obiettivo di bloccare l’attuale processo di degrado che porterà al crollo e quindi alla morte simbolica del quartiere.Il ferro arrugginito è immagine simbolica dello scorrere del tempo che inesorabilmente trasforma ma non distrugge la materia;concetto metaforicamente applicabile,quale principio generale,anche all’evoluzione e alla trasformazione del quartiere.In ultimo il vetro per i suoi caratteri di trasparenza e profondità prospettica,che fondendosi con il contesto e rapportandosi alla materia è in grado,contestualmente,tanto di proteggere quanto di mostrare gli elementi e le attività svolte all’interno,permettendo persino l’involontaria interazione con il pubblico all’esterno.Una vetrina a scala urbana,un contenitore fisso che vuole essere anche uno spazio di interazione itinerante sul territorio e rappresenta la chiave di accesso dei luoghi abbandonati da rigenerare.Il cubo fonde in se stesso e in modo coerente il materiale e il virtuale,fungendo da palcoscenico senza confini per il tramite di un sito web e di un’app che viaggeranno liberamente rendendo internazionali le attività di progettazione,promozione degli antichi mestieri e del prodotto artigianale e formazione di nuove figure professionali,previste all’interno del progetto.

Non si potrà far finta che non esista una produttività trasparente che per troppo tempo è mancata in questi luoghi #culturability3

Il progetto in un tweet
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