Coltivare un parco, far crescere comunità

I parchi pubblici, soprattutto nei centri di medie dimensioni, sono dei luoghi poco frequentati, spesso oggetto di vandalismo e con un costo ormai troppo gravoso per i comuni che spesso li ridimensionano o li trasformano in parcheggi.
Il progetto vuole cercare di dare ai parchi pubblici una nuova funzionalità, adatta al vivere urbano e al contempo elaborare delle soluzioni di co-gestione del bene pubblico tra cittadinanza e amministrazione, rispondendo anche alla necessità di rendere maggiormente resilienti le nostre città, adattandole alle sfide del cambiamento climatico (Tranistion Town).
Per uscire dal modello di parco tradizionale, pensato per una fruizione individuale e passiva, ad uno dove la comunità supportata dall’amministrazione si prende cura di un bene comune, vogliamo sostituire al verde ornamentale un verde produttivo, per far crescere non solo cibo per la città, ma anche lavoro per i giovani e attraverso di esso cultura e relazioni di comunità basate sull’inclusione e il welfare di prossimità.
Una grande food forest (giardino commestibile) occuperà tutte le Braile, un parco urbano di 2 ettari e mezzo nel centro del comune di Arco (TN). Questo spazio produttivo sarà una scuola permanente di stili di vita sostenibili e di agricoltura urbana.
Siepi e alberi andranno a delimitare anche gli spazi per il relax e la cultura, come: un bar a km 0, un laboratorio di trasformazione, un teatro di paglia all’aperto, un prato per l’attività fisica, un natural playscape per bambini, un percorso barefoot sensoriale, un orto accessibile per l’ortoterapia, un aula verde a disposizione delle scuole); questi spazi che daranno la possibilità a start-up e associazioni di ideare nuovi servizi e proporre la propria progettualità.
La manutenzione della food forest verrà realizzata da cooperative sociali supportate da volontari, generando uno spazio inclusivo e socializzante per sostenere lo sviluppo di comunità.
La richiesta a culturability è un supporto per la creazione di questa “piattaforma verde”, non solo economico ma soprattutto per la definizione di un rapporto con l’amministrazione pubblica che sia di sostegno e non di cessione e una consulenza su come ospitare in modo armonico start-up sociali, culturali, o legate alla produzione agricola, crecando di creare la massima interazione fra loro.

I parchi urbani ci fanno un gran bene e noi li trattiamo male. Basta relazioni d’amore malate, con #culturability

Il progetto in un tweet
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