Barona: il seme della periferia per coltivare la città

Lo sviluppo del progetto “Barona” si attua nella riqualificazione dello spazio definito delle torri di proprietà dell’ALER ( Agenzia lombarda edilizia residenziale) in via Russoli a Milano nel cuore del quartiere della Barona con la realizzazione di un orto urbano condiviso sul lastrico solare di una delle torri. In questo luogo non luogo si concretizza l’ampliamento del territorio cittadino innestando il campo urbano della periferia con il campo agricolo circostante la città. Nascono su questo confine articolazioni comunitarie capaci di autonoma sopravvivenza e di interrelazione e scambio con il vasto tessuto urbano. L’intera città viene rifornita da queste realtà urbano-rurali che si manifestano in nuove pratiche di produzione, uso e condivisione dello spazio e del territorio; essa diviene sempre meno dipendente dalle grandi speculazioni multinazionali e finanziarie, privilegiando lo scambio diretto e le reti di economia civile capaci di interagire sia col mercato, sia col settore pubblico e dunque di produrre fiscalità generale.
L’arte, la cultura e l’educazione scolastica sono poste in primo piano ed sono basate su esperienze fatte direttamente nella natura connesse alle conoscenze costruttive e tecnologiche sostenibili.
Sul piano infrastrutturale si attua la riconversione dell’esistente attraverso architetture ad elevato risparmio energetico, e soprattutto attraenti per una popolazione in grado di interscambi produttivi, ricreando così nuclei sociali propositivi di nuovi sviluppi economici adeguati a una struttura politicamente equilibrata. Reti di connessione di materia ed energia rinnovabile distribuita diventano il ponte a cavallo tra diversi microcosmi che generano e concentrano fonti di sostentamento e sviluppo sostenibile.
La barona diventa una piazza che crea contaminazioni: nello stesso spazio dialogano natura, scienza, innovazione, cultura popolare, visione artistica e azione sociale. Un luogo dove promuovere il ritorno delle attività agricole vicino a quelle domestiche, suggerire l’orticultura urbana come azione utile a risanare i rapporti tra l’uomo, la natura, l’urbe

Coltivare la Città è l’idea di come il cambiamento dei sistemi urbani passi dalle periferie come dinamo trasformatrice dell’intera società

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