Abitare la soglia: il rifugio “Garbagni” tra memoria e futuro

Cemento, luce fioca e spazi angusti che raccontano una storia fatta di paura e privazioni, di un conflitto non combattuto al fronte, tra soldati in divisa, ma di una guerra subita dai civili, vittime del terrore e delle morte portata dal cielo, dalle bombe dei bombardieri alleati. Per riportare alla luce le pagine di questa storia e ridare futuro a questi spazi, l’associazione culturale Sotto Alt(r)a Quota (SAQ), nell’ambito della collaborazione con il Comune di Dalmine, ha proposto all’Amministrazione di progettare e realizzare una serie di iniziative culturali all’interno del maggiore rifugio antiaereo presente sul territorio comunale. Si tratta di un rifugio destinato a proteggere gli abitanti dai bombardamenti alla vicina fabbrica bellica nel corso della 2° guerra mondiale. Attualmente il rifugio risulta chiuso all’accesso pubblico dal 2008. Nonostante nel corso degli ultimi anni siano state avanzate diverse proposte volte al recupero dello stesso, tali progetti privati sono risultati poco interessanti, prevedendo quale obiettivo finale l’esclusivo utilizzo come luogo museale. Il progetto di SAQ parte invece dalla volontà di far rinascere un luogo storico pubblico, oggi inaccessibile, dalla grande forza evocativa ed emozionale, per farlo diventare sede di iniziative culturali, storiche e artistiche innovative, sperimentali e rispettose dell’intimità che lì vi abita. SAQ vuole coinvolgere diversi enti e associazioni per co-progettare iniziative che diventino occasioni di nuova socialità e di percorsi partecipativi dal basso. Per poter ridar vita e continuità a questo luogo s’individuano due diverse fasi del progetto: la ristrutturazione del rifugio e la sua gestione nel contesto di una partnership pubblico-privato. Avere una progettualità chiara sin d’ora permetterà di coordinare al meglio i due passaggi garantendo credibilità e sostenibilità dell’idea e delle attività che in quel luogo si proporranno, anche dopo il periodo di incubazione in cui si avrà la possibilità d’accesso a fondi pubblici.
In questa prospettiva le attività proposte dovranno avere rispetto e attenzione per la storia, la funzione del luogo, le emozioni e sensazioni che l’andare sotto terra genera: l’intimità, il senso di protezione e la fragilità. All’interno del rifugio si realizzeranno eventi culturali compatibili con l’ambiente unico che li ospiterà tra cui:
•Installazioni site-contest
•Letture e spettacoli teatrali
•Visite didattiche e approfondimenti storici
•Proiezioni.

Abitare la soglia: arte e cultura nel rifugio antiaereo Garbagni tra memoria e quotidianità #culturability3 www.sottoaltraquota.it/rifugio

Il progetto in un tweet
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